La sua persona diventò un punto di riferimento in Francia per quanti desideravano ardentemente la riforma della Chiesa. Il suo stile di vita incarnava i valori della semplicità evangelica, del superamento della mondanità e della secolarizzazione, considerati i mali dominanti della Chiesa del tempo. Gli spiriti più attenti guardano a lui. Ed egli sostiene Carlo VIII nelle sue iniziative riformiste, come l'Assemblea per la riforma della Chiesa in Francia del 1493, celebrata proprio a Tours, durante la quale, anche se indirettamente, egli è punto di riferimento anche da parte di coloro che non vedono di buon occhio la sua presenza in Francia e la sua fondazione.
Il dono da parte del re di un terreno accanto al castello reale a Tours fa prendere a Francesco la decisione di iniziare la vita dell'Ordine anche in Francia, ove cominciano ad arrivare i primi seguaci. Alcuni di essi vengono da altre esperienze religiose, desiderosi di vivere la penitenza evangelica con quel rigore con il quale la viveva Francesco, consapevoli così di collaborare alla riforma della Chiesa.
Tra questi è da ricordare il benedettino p. Francesco Binet (che divenn
e poi il primo correttore generale dopo la morte di S. Fran-cesco), il francescano p. Pietro Gebert (religioso dell'osservanza, molto colto), l'eremita spagnolo di Montserrat p. Bemardo Buyl (che si accompagnò a Colombo nel suo secondo viaggio nelle Americhe come primo vicario apostolico).