GENOVA

Quando S. Francesco, nel viaggio alla corte del re di Francia sostò a Genova, nel marzo del 1843, additò il colle Caldetto e disse ai religiosi che l'accompagnavano, alla nobiltà e al popolo genovesi: "Lassù, piacendo a Dio, sorgerà un Convento del nostro Ordine che si chiamerà Gesù-Maria". Quattro anni dopo, il 22 ottobre 1847, il nobile genovese Ludovico Centurione, dinanzi al notaio Francesco Camogli, a nome e per conto di Francesco di Paola, rogava un atto di compra da Martino Chiavica di una casa in rovina e del bosco vicino, proprio sul Caldetto, come il Santo aveva profetato. Due anni dopo cominciarono i lavori di adattamento della chiesa e del convento.
Questo risultò alla fine di due chiostri di vaste proporzioni, e il fabbricato così ben ordinato da poter contenere oltre duecento religiosi, specialmente quando vi affluivano numerosi nei frequenti Capitoli Generali che vi si celebravano.
Vi fiorirono religiosi insigni per santità e dottrina. Uno, quasi maestro ideale, specie in diritto, fu il P. Lorenzo De Peyrinis e, fra gli studenti, il Ven. Diacono Fra Tommaso Strata.
Forte era l'aspirazione di salire dalla città e dalle riviere al Santuario e rimanervi alquanto a meditare nel misticismo dellal vita minima del Fondatore. Chiesa e convento erano un invito troppo pressante per non tornare con nostalgia fino a fermarvisi per sempre. Per questo il Santuario è stato sempre vivaio di vocazioni, centro di spiritualità e di formazione della Provincia monastica.
Anche quando eventi storici drammatici e tristi, soppressione, guerre con relative distruzioni, sembravano porre fine a questo suo compito, di lì sempre rifiorivano la vita e le speranze.
Oggi, nonostante che lo sviluppo edilizio della città l'abbia quasi totalmente circondato, il Santuario continua a rimanere oasi di pace e solitudine, che invita al colloquio con Dio e con l'antico fascino che diffonde, dall'esterno, col suo verde, ombreggiato, silente e panoramico piazzale ( Insuperato belvedere della città e del porto di Genova) e per il misticismo che emana, all'interno del convento e del tempio.
Il convento per la sua collocazione ambientale, vasta ed accogliente, pur mantenendo la sua fisionomia di sede della Scuola Apostolica della Provincia, si offre anche come Casa di accoglienza per giovani e adulti che vogliono fare della Comunità religiosa esperienza della vita austera, penitente, umile e povera alla sequela di Cristo nella spiritualità minima di S. Francesco di Paola.
La Comunità, formata da Religiosi con impegno prevalentemente vocazionale, accoglie ragazzi e giovani, che vogliono, verificare la loro vocazione religiosa e sacerdotale.
PER INFORMAZIONI
M.R.P. Provinciale
Santuario S. Francesco di Paola
Salita s. Francesco di Paola, 44
16126 GENOVA
Tel. 010/261228 begin_of_the_skype_highlighting              010/261228