Palermo

500 anni di storia

LE ORIGINI
La Chie
Chiesa S. Francesco di  Paola-Palermosa di S. Francesco di Paola, rincantucciata si direbbe in un angolo della Piazza omonima, quasi a significare lo spirito di umiltà evangelica dell'Ordine dei Minimi che la regge, ma vetusta e solenne di mistico raccoglimento all'interno, fu eretta al posto di un'antica Chiesa dedicata a S. Oliva .
Le prime notizie storiche sulla costrizione della nuova Chiesa si possono riscontrare nei volumi di Bandi e Provviste del Senato Palermita-no che si conservano nell'Archivio
Comunale di questa città, le quali fanno risalire al 9 novembre 1518 la data in cui la Maestranza dei Sartori fece l'atto di cessione della Chiesa originaria ai Religiosi di S. Francesco di Paola, il cui possesso fu confermato dal Papa Clemente VII con un breve apostolico del 13 marzo 1523 .
Oltre ai documenti citati, altri testi ci illuminano sulla evoluzione storica della Chiesa di San Francesco di Paola, anche se con non poche difficoltà dI ricostruzione sistematica degli eventi cronologici.
Nell'anno stesso della cessione, i Religiosi di S. Francesco di Paola iniziarono la nuova costruzione con annesso un grande Convento, dopo avere spianato al suolo la vecchia Chiesa di S. Oliva la quale, nelle sue strutture, non doveva certamente dare molto affidamento per un lavoro di consolidamento e dì ampliamento. Infatti, quando la Chiesa di S. Oliva fu concessa alla maestranza dei Sarti, questi la trovarono quasi in rovina; e se anche vi intrapresero opere di riparazione, nell'atto di cessione ai Religiosi di S. Francesco di Paola si legge, tra l'altro, che essi furono sollecitati a tale decisione dal desiderio di vedere migliorata e dignitosamente officiata la Chiesa di S. Oliva.
La nuova impresa, incoraggiata e sostenuta dal munifico patrocinio del Vicerè, Conte di Monteleone, D. Ettore Pignatelli, che peraltro non mancò mai di fare appello alla generosità dei Patrizi Palermitani perché ancb'essi contribuissero con elemosine alla costruzione del Tempio, ebbe il via col sostegno delle prime offerte erogate dallo stesso Senato palermitano. In breve affluirono lauti aiuti in denaro e donazioni di terreni adiacenti, anche se i veri grandi benefattori restarono il Duca di Monteleone e i suoi discendenti.

Dal 600 ai nostri giorni
La Chiesa di S. Francesco di Paola trova la sua continuità storica nel largo, costante e profondo consenso di fede popolare sostenuta dall'apostolato fervente dell'Ordine dei Minimi che portarono, nel 1725, alla proclamazione del Santo a compatrono di Palermo e, nel 1738, a Patrono principale del Regno.
Dopo la soppressione degli Ordini religiosi, la Chiesa fu officiata da qualche sacerdote dello stesso Ordine che viveva a Palermo e i Religiosi tornarono a prenderne possesso il 11 marzo 1905 per volere dell'allora Arcivescovo, Cardinale Lualdi. Si comprende agevolmente cosa abbia potuto l'opera distruttiva del tempo in trent'anni di completo abbandono e quale impegno richiedesse ai Religiosi di S. Francesco di Paola l'urgente ed enorme lavoro di restauro; ed i lavori erano ancora in corso quando scoppiò la prima guerra mondiale e la Chiesa fu adibita a deposito di grano. I restauri delle pitture sono stati completati nel 1934 e restava solo qualche Cappella danneggiata a causa dell'ultima guerra.
Nel 1943 l'arcivescovo di Palermo, Cardinale Luigi Lavitrano, nella erezione delle nuove Parrocchie, sentito il parere del Capitolo Metropolitano, chiedeva a S. S. Pio XII la facoltà di unire « pleno jure » all'Ordine dei Minimi la Parrocchia di San Francesco di Paola. Le pratiche, rimaste sospese per due anni a causa degli eventi bellici, furono riprese nel 1945 con l'atto di accettazione da parte dell'Ordine e col successivo « nullaosta » alla richiesta della Congregazione del Concilio da parte della S. Congregazione dei Religiosi.
Il 2 aprile dello stesso anno veniva nominato dal Cardinale Luigi Lavitrano il primo Parroco nella persona di P. Giorgio Ascoli.


500 Un gioiello dell'arte barocca
Dal prospetto all'interno
Rivolta col prospetto a mezzogiorno, nella nudità dei frontespizio rimasto incompiuto spicca una ampia , porta sormontata da tre mezze figu-re di marmo, che rappresentano rispettivamente l'immagine della Madonna delle Grazie, quella di S. Francesco di Paola e quella di S. Oliva. Il pavimento originario della Chiesa, tutto ricoperto di lapidi, fu rimosso nel 1850 . Lo spazio antistante la Chiesa è recintato da una inferriata, eseguita nel 1846 essendo Provinciale p. Francesco Paolo Gioia. La grande navata armoniosamente decorata con intarsi marmorei policromi è corredata da stucchi ed affreschi di notevole fattura.
La tenuità della luce dispone i fedeli al raccoglimento ed alla preghiera; è ad una sola navata, cui fanno ala, ai due lati, dodici cappelle artisticamente decorate .

Le cappelle del transetto
Al centro del presbiterio, patronato della nobilissima famiglia Branciforte Conte di Cammarata, sapientemente arricchito di marmi pregiati e di fregi di rame dorato, si erge maestoso l',altare maggiore con un artistico Ciborio , opera pregevole di Michele Messina, compiuta nel 1829. Tra le opere d'arte, di pittura e scultura, di cui la Chiesa è riccamente adorna, va ricordata la Cappella del Crocifisso, patronato della famiglia Galletti, dall'altare di marmo tutto arabeschi e fiorami. Il Crocifisso di legno è opera scultorea del XVI sec.

Le cappelle a destra
Nella Cappella dedicata a S. Caterina Vergine e Martire , che si ammira subito dopo quella del Crocifisso nella prima Cappella a destra uscendo dal presbiterio, ,di somma bellezza ed eleganza, come dice il Di Marzo, sono le preziose scultore in rilievo, da attribuire proba-bilmente ad Antonello Gagini, e che ripropongono delicate storie della vita della Santa. Davanti alla balaustra di questa Cappella è sepolto lo scultore Vincenzo Gagini. Nella Cappella dedicata a S, Giuseppe si ,ammira un quadro dei Tre Re, una delle migliori opere dell'Aiemolo che, per lo stile, il sapiente uso dei colori, il panneggiamento e l'espressione dei arieggia la scuola del divino Raffaello.

Le cappelle a sinistra
Sul lato sinistro della Chiesa, accanto alla porta della sagrestia, si staglia l'elegante Cappella dedicata a S. Francesco di Paola sul cui altare è posto un busto del Santo in terracotta, opera, sembra, di Vincenzo Gagini.
In questa Cappella, pellegrinaggio della devozione dei fedeli, è stato collocato, un prezioso reliquario in oro e argento nel quale si conserva parte del bastone di S. Francesco di Paola che il Cardinale Ernesto Ruffini si compiacque di donare alla Chiesa del Santo nel 1948.
La quarta Cappella a destra, che per il suo stile si discosta dalle altre, nella sua cupoletta rotonda denota i segni di una costruzione antica, probabilmente avanzo dell'originaria Chiesa di S. Oliva.
Infine le tele di S. Carlo Borromeo e della Madonna della Rosa, poste sulle due acquasantiere all'ingresso della Chiesa, sono attribuite allo Zoppo di Gangi.

La volta della Chiesa
La volta della Chiesa è divisa in dodici scompartimenti riproducenti i Dottori della Chiesa, i quattro Martiri e i quattro Evangelisti. Fra gli archi delle Cappelle sono affrescati i miracoli di San Francesco di Paola e, tra i finestroni, le figure degli Apostoli .Particolare attenzione merita lo stupendo gruppo di stucco rappresentante la glorificazione di S. Francesco di Paola, che si ripropone sulla porta principale della Chiesa, dal lato interno.