Con le sue linee semplici e severe, appare improvviso al visitatore e con i suoi due bracci sembra voglia dire che questa è la Casa del Santo della Carità. I monti sovrastanti, incorniciando con il loro verde la maestosa prospettiva, formano un quadro di singolare bellezza. Il primo lato a destra, lungo il viale, fu costruito agli inizi del'600.
È un edificio a due piani. La facciata monumentale, sormontata dal motto del santo "CHARITAS ", è al centro. A sinistra la foresteria, a due piani,
ardita costruzione a ponte sul fiume, della seconda metà del'600. Ad essa nel 1932 fu aggiunto un nuovo fabbricato: la Scuola Apostolica dei Fratini Minimi.
La parte più antica, il convento costruito dal Santo - che la facciata nasconde - è il braccio di fronte alla Cucchiarella.
Nessun danno arrecarono al Santuario i replicati, violenti terremoti, che di secolo in secolo devastarono la Calabria. Subì invece l'onta degli uomini: prima i pirati turchi, che nel 1555 l'incendiarono e devastarono; poi i Borbonici, che nel 1806 trasformarono il convento in caserma.
I Mimini vi ritornarono in maniera definitiva solo nel 1901.